Ogni stagione degli incendi, le notizie parlano di aerei antincendio, elicotteri e grandi autobotti: è il volto visibile della lotta al fuoco, quello che assorbe gran parte degli investimenti pubblici.
Tutti questi mezzi sono decisivi, ma nessuno agisce da solo. Un aereo o un elicottero attacca il fronte dall'alto; subito dopo, o in parallelo, qualcuno deve tenere la linea a terra, ed è qui che entrano in gioco le squadre che non finiscono mai sui giornali. In un burrone senza accesso carrabile o su un versante senza pista, l'unico modo per portare acqua in pressione fino al fronte è che qualcuno la trasporti sulle spalle. È questo il campo delle motopompe portatili: il complemento indispensabile della lotta aerea e terrestre là dove né l'aereo né il mezzo possono portare a termine il lavoro da soli.
Nel luglio 2026 lo abbiamo vissuto in prima persona: il team tecnico di Vallfirest ha percorso, insieme alla Direzione Nazionale dei Vigili del Fuoco della Colombia (DNBC), i dipartimenti di César, La Guajira, Bolívar, Magdalena, Sucre e Córdoba, formando più di 120 vigili del fuoco volontari e di ruolo all'uso e alla manutenzione delle motopompe portatili. Sei dipartimenti, molti dei quali con zone dove né il mezzo né l'elicottero rappresentano un'opzione reale. Questa guida raccoglie quanto abbiamo lavorato sul campo: cos'è una motopompa, come funziona e cosa determina se l'acqua arriva, o meno, con la pressione sufficiente nel punto in cui serve di più.
Cos'è una motopompa portatile
Una motopompa portatile è un'apparecchiatura autonoma e trasportabile, composta da un motore a combustione accoppiato direttamente a una pompa. La sua funzione è spingere l'acqua in pressione da una fonte (fiume, invaso, serbatoio, autobotte) fino al punto di attacco di un incendio, attraverso le manichette.
A differenza di un'autobotte, dove la pompa è azionata dal motore stesso del mezzo e raggiunge una resa idraulica superiore, la motopompa ha un proprio motore indipendente. Questo la rende trasportabile a piedi, in zaino, con un mezzo leggero o persino elitrasportata. Per questo è l'attrezzatura di riferimento per gli incendi con accesso carrabile limitato o inesistente, le zone di difficile accesso come burroni o montagna, il supporto alle squadre di vigili del fuoco volontari con risorse limitate, e il rilancio idraulico, quando una tesa lunga raggiunge il limite di pressione dell'autobotte e non è possibile posizionare un altro mezzo più avanti.
| Motopompa portatile | Autobotte | |
|---|---|---|
| Motore | Autonomo, indipendente | Quello del mezzo stesso |
| Trasporto | A piedi, in zaino, con mezzo o elitrasportata | Mezzo pesante |
| Accesso | Zone senza piste, montagna, bosco | Richiede una via percorribile |
| Riserva d'acqua | Fonte esterna (invaso, fiume, serbatoio esterno…) | Cisterna propria, ~3.000 litri |
| Resa idraulica | Inferiore | Superiore, per accoppiamento diretto al motore |
| Uso tipico | Rilancio, mandata diretta, primo intervento in zone remote | Attacco diretto, supporto strutturale |
Le due attrezzature sono complementari: in molte operazioni l'autobotte trasporta l'acqua fino a un punto di accesso, e la motopompa la spinge oltre, dove il mezzo non può arrivare.
Pressione, portata e perdita di carico: cosa determina la portata reale
Questo è stato uno degli aspetti su cui abbiamo lavorato di più durante la formazione in Colombia, perché è quello che genera più dubbi sul campo: quante manichette si possono stendere prima di perdere pressione utile alla lancia.
Alcuni dati di riferimento:
- La pressione minima alla lancia per un getto corretto è di 6 bar.
- Con manichetta da 25 mm, la perdita di carico approssimativa è di ~1 bar ogni tratto di 20 m (a portate di 100–150 l/min).
- Con manichetta da 45 mm, la perdita si riduce a solo ~0,2 bar ogni tratto di 20 m nelle stesse condizioni, fino a 4–5 volte in meno rispetto ai 25 mm.
- Per ogni 10 metri di dislivello positivo si perde circa 1 bar aggiuntivo (10 m di colonna d'acqua equivalgono a 1 bar).
Esempio pratico: con una motopompa capace di spingere 100 l/min a 16 bar si potrebbe realizzare una tesa in piano di 10 manichette da 25 mm (10 bar di perdita), avendo bisogno di 6 bar / 100 l/min alla lancia.
Per questo, nelle tese lunghe si consiglia di usare manichette da 45 mm nei primi tratti di avvicinamento, dove si punta solo a trasportare acqua con la minima perdita, riservando quelle da 25 mm ai tratti finali, dove conta di più la mobilità nell'attacco.
Configurazioni sul campo
A seconda del dispiegamento, esistono diverse configurazioni di motopompe:
- Attacco diretto — una motopompa preleva acqua dalla fonte e la spinge direttamente al fronte.
- Pompaggio in serie o tandem — più motopompe sono collegate in serie, ciascuna rilanciando la pressione della precedente. Aumenta la portata (di distanza) e il dislivello superabile, non la portata d'acqua.
- Pompaggio in parallelo — più motopompe scaricano in un collettore comune, sommando le portate prima di ripartirle. Permette di alimentare 2 o 3 linee con più portata e pressione rispetto all'attacco diretto.
Lance con selettore di portata
Le lance con selettore di portata permettono di adattare il consumo d'acqua all'intensità reale del fronte di fuoco, evitando sprechi e regolando la pressione alla lancia. Quelle a bassa portata, tra 20 e 100 l/min, sono pensate per lavorare con motopompe ad alta pressione, garantendo pressione sufficiente anche con portate ridotte. Quelle ad alta portata, tra 75 e 400 l/min, sono destinate a fronti di maggiore intensità e a manovre di autoprotezione, più comuni negli impianti con autobotti e manichette larghe (45–70 mm).
Buone pratiche di gestione e manutenzione
Durante la formazione in Colombia abbiamo lavorato in particolare sulla manutenzione preventiva, fondamentale perché l'attrezzatura risponda quando serve di più:
- Controllo prima di ogni uso: livello di carburante e olio, stato di raccordi e guarnizioni, filtro dell'aria pulito.
- Adescamento corretto della pompa, evitando il funzionamento a secco.
- Riempimento del serbatoio filtrato, utilizzando sempre il filtro di aspirazione quando si preleva acqua da fiumi o torrenti, per evitare che residui vegetali o cenere ostruiscano il sistema.
- Pulizia dopo ogni uso, specialmente se è stata pompata acqua con sedimenti o salmastra.
- Stoccaggio al riparo dalle intemperie, con una gestione adeguata del carburante se l'attrezzatura non verrà utilizzata per diverse settimane.
- Revisione periodica programmata da un servizio tecnico specializzato.
Un'attrezzatura ben mantenuta non solo dura di più, ma riduce anche il rischio di guasto nel momento critico di un'emergenza.
Cosa impariamo sul campo
Comprendere la capacità idraulica di ogni motopompa, il diametro di manichetta adeguato e le perdite di carico che riguardano ogni impianto non è un dettaglio secondario: è ciò che determina se l'acqua arriva con la pressione sufficiente nel punto in cui serve di più. È esattamente ciò che abbiamo visto lavorando con la DNBC in Colombia, in dipartimenti dove il mezzo semplicemente non è un'opzione e tutto dipende da ciò che un vigile del fuoco riesce a portare sulle spalle.
In Vallfirest continuiamo a puntare sulla formazione tecnica continua insieme ai nostri distributori e ai corpi dei vigili del fuoco che si affidano alle nostre attrezzature, perché un buon prodotto dà il massimo del suo rendimento solo quando chi lo usa lo conosce a fondo.
Sai già di cosa hai bisogno? Nel prossimo articolo ripassiamo la gamma di motopompe portatili Vallfirest e come scegliere il modello adeguato in base a trasporto, portata e dislivello.